Bologna. Madre tatua figlio di nove mesi. “Ora è bellissimo”

Bambino tatuato dalla madre Bambino tatuato dalla madre

Sembra una madre come tante altre, Carla, una signora, di professione avvocato. Una famiglia bene di Bologna, come si direbbe in gergo. Eppure, proprio lei ha deciso di tatuare il figlioletto di nove mesi.

Una scelta controversa che ha portato anche all’immediato divorzio dal marito Alberto. “Che c’è di male?” ci dice la mamma “Ora mio figlio è più bello, è ben disegnato. Ha un’estetica personalissima che lo rende speciale. Non riesco proprio a comprendere chi mi accusa, pronunciando frasi sconnesse o offensive. Non faccio altro che rendere la vita di mio figlio più colorata e divertente. Sapeste come si diverte questo piccoletto, ora, guardando tutti quei bei colori ha sul corpo tatuati”. Frasi impeccabili di Carla che però hanno lasciato di stucco moltissime persone che hanno addirittura invocato la violenza su minore, reato che se comprovato potrebbe far perdere il bambino alla madre.

Ma a parlare è stato anche il tatuatore, Alvaro Porfido, artista indipendente, che si muove fra Italia e Francia: “Non ci vedo nulla di male. La mia tecnica non è invasiva, non reca dolore, ed ho tatuato molti altri neonati. All’estero è una pratica molto diffusa, ma si sa, in Italia le novità giungono sempre in ritardo”. E come dare torto ad Alvaro, se, leggendo i numeri, i bambini tatuati in tutta Europa sono già 20mila. Effettivamente pare che in un atto del genere non sia ipotizzabile alcun reato, vista anche l’enorme frequenza con cui è praticato nel vecchio continente. Qualche deputato, intanto, sulla scorta del caso emiliano, ha proposto di legiferare in materia, ma per ora ancora non si sa bene come andranno le cose.

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