Stroncata da un infarto a causa del troppo lavoro

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Giornalista 31enne giapponese colpita da infarto per troppo lavoro
Giornalista 31enne giapponese colpita da infarto per troppo lavoro

Straordinari di lavoro pari a 160 ore nell’ultimo mese, reporter stroncata da un infarto

Purtroppo non c’è stato nulla da fare per la 31enne giapponese Miwa Sado che lavorava come reporter nella televisione pubblica Nippon Hōsō Kyōkai (NHK). Nell’ultimo mese aveva accumulato 160 ore di straordinari per portare avanti il suo lavoro di giornalista a ritmi forse troppo forsennati, morendo di quello che in Giappone chiamano “karoshi”, ovvero il decesso per le troppe ore di lavoro. La tragedia risale a luglio del 2013 ma è stata resa pubblica soltanto negli ultimi giorni per rispetto verso i familiari della vittima.

Un problema Sociale

La giovane giornalista era molto affermata nel suo paese e nel periodo delle elezioni in Giappone tra giugno e luglio 2013 aveva coperto le elezioni dell’assemblea metropolitana di Tokio e quelle della camera alta. Durante questo periodo la giovane aveva svolto il suo lavoro arrivando ad accumulare 160 ore di straordinari, e proprio tre giorni dopo l’ultima assemblea della Camera Alta è stata stroncata da un infarto che, secondo i medici, è stato causato dall’accumulo costante di stress. il caporedattore della stazione televisiva, Masahiko Yamauchi ha dichiarato che la morte della collega riflette un grande problema per l’organizzazione nel suo complesso, a cominciare proprio dal sistema di lavoro e dalla copertura sulle elezioni. Dopo 4 anni i genitori della 31enne hanno rilasciato alcune dichiarazioni riguardo il suo decesso: “Dopo 4 anni ancora non riusciamo ad accettare la morte di nostra figlia come qualcosa di reale, e speriamo che il nostro dolore sia di esempio per tutti i genitori come noi”.

Karoshi: morire per troppo lavoro

Il fenomeno del “karoshi” è un fenomeno che in Giappone prevede statistiche molto alte, e questo si evince da un comunicato del governo giapponese in cui si stima che negli ultimi 18 mesi almeno 2 mila lavoratori si sono suicidati a causa dell’eccessivo carico di lavoro, mentre molte altre decine di persone sono morte a causa di attacchi di cuore, oppure di insufficienze nelle vie respiratorie. Il problema è essenzialmente culturale: la dedizione dei dipendenti li porta a lavorare molte ore in più per migliorare la produttività aziendale, e questo viene anche stimolato dalle stesse aziende che esigono sempre di più dai propri lavoratori

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