Pablo Escobar e il Cartello di Medellin: 40 anni di Narcos

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Pablo Escobar
Pablo Escobar

40 anni fa arrestato per la prima volta Pablo Escobar

Il 17 giugno del 1976 Pablo Escobar fu arrestato per la prima volta accusato di narcotraffico. Aveva 27 anni colui che sarebbe diventato uno dei più grandi criminali della storia, iniziando il suo cammino nel mondo del traffico di droga nascondendo 39 kg di cocaina all’interno della sua auto. Il sorriso di sfida immortalato nella foto segnaletica della polizia colombiana con il numero 128482 sarebbe diventata  un’immagine per i posteri simbolo del carattere sanguinario che avrebbe lasciato dietro di se una scia di migliaia di morti. L’ultima foto del leader del Cartello di Medellin fu scattata al suo cadavere sul tetto di una casa, con il volto pieno di sangue. Fu ucciso dalla polizia nel dicembre del 1993 dopo esser stato l’uomo più ricercato al mondo.

Oggi 40 anni dopo quella foto segnaletica la storia di Pablo Escobar racconta vicissitudini di morte e di dolore per i colombiani e soprattutto per gli antioqueños, la regione dove lo Zar della cocaina ha costruito le basi del suo impero, e fece della capitale Medellin la città più pericolosa al mondo. Comunque la sua storia continua ad essere una fonte inesauribile di ispirazione per serie televisive come Narcos, che affascinano il pubblico, e lo scrittore e giornalista  Josè Guarnizo ne sa molto visto che ha scritto la sceneggiatura della serie andata in onda per la prima volta su Netflix. “Non so se la gente si rende conto che dietro a queste storie televisive ci sono migliaia di morti. Sono fenomeni che invitano a pensare nel genere umano, che pulsioni ci sono dietro l’incoscio”, una delle riflessioni di Guarnizo. Il giornalista crede che la narrativa che racconta i fatti dei narcotrafficanti si divide in due parti: una è quella che ha fatto giornalismo attraverso indagini che cercano la verità e l’altra attraverso la serie che “mette in evidenza un personaggio che alla fine appare come una vittima, pur avendo ucciso migliaia di persone”. Guarnizo considera utile parlare del narcotraffico atttaverso il giornalismo, la storia e le scienze sociali e a volte da questo tipo di letteratura può servirci a conoscerci meglio. L’altro estremo sarebbe non parlarne, e ciò sarebbe molto difficile per i colombiani poichè questo è un paese dove il narcotraffico ha determinato buona parte della storia politica negli ultimi 40 anni. Non ci sono capi come Pablo Escobar, però è diviso in un business con molte teste che comandano.

ficha policial

 

 

Pablo Emilio Escobar Gaviria

(1 dicembre 1949 – 2 dicembre 1993)

Morì con la sua scorta il 2 dicembre del 1993, ucciso dalla polizia di Medellin. La versione della famiglia è quella del suicidio con un colpo di pistola alla testa prima di essere raggiunto dagli spari della polizia che lo stava inseguendo. Al momento della sua morte cercava di evitare di essere esiliato negli Stati Uniti da quando nel 1992 fuggi dal carcere “La Catedràl“, una prigione di lusso di cui ne controllò la costruzione. Diventò deputato aggiunto del Congresso di Colombia nel 1982, da dove venne espulso dopo esser stato accusato appunto di narcotraffico. La pressione sanguinaria che attuò contro lo Stato per non essere estradato, tanto lui come i suoi seguaci, portò il governo a cambiare la costituzione nel 1991. L’immensa fortuna che accumulò nel traffico di cocaina lo ha fatto diventare all’epoca uno degli uomini più ricchi del pianeta durante 7 anni consecutivi , dal 1987 al 1993. Nel 1989 fu eletto il settimo uomo più ricco del mondo secondo la rivista Forbes. A metà degli anni 80 Escobar guadagnava circa 420 milioni di dollari a settimana, l’equivalente di 22mila milioni di dollari all’anno.

 medellin

 

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