ExoMars invia le prime spettacolari foto del pianeta Marte ad alta risoluzione

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Immagini da Exomars di Marte
Immagini da Exomars di Marte

A causa del problema che ha caratterizzato il lander Schiaparelli, schiantatosi sulla superficie di Marte in seguito ad un guasto, in tanti hanno guardato ad ExoMars come ad un fallimento. In realtà, nella missione dell’Agenzia spaziale europea (ESA) e di quella russa (Roscosmos) quella del lander era solamente una parte sperimentale, in previsione di una successiva missione nel 2020, ma l’obiettivo principale era quello di riuscire a mettere in orbita intorno al Pianeta Rosso la sonda TGO (Trace Gas Orbiter), e questo obiettivo è stato centrato.

Il satellite che da circa un mese e mezzo orbita intorno a Marte arrivando ad una quota minima di 230 km è infatti pienamente operativo, tanto da aver iniziato ad inviare sulla Terra splendide immagini del Pianeta Rosso. In effetti, al momento l’orbita del TGO è altamente ellittica, tanto da passare dai già citati 230 km a 98.000 km dal suolo.

Ad ogni modo, per la fine del prossimo anno l’orbita dovrebbe regolarizzarsi e “circolarizzarsi”, portando quindi la sonda ad un’altezza dal suolo relativamente costante di circa 400 km. Le ultime due orbite, compiute tra il 20 ed il 28 novembre, hanno permesso per la prima volta sin dall’arrivo ai tecnici dell’ESA di testare i quattro strumenti scientifici di bordo, oltre che di effettuare delle calibrazioni.

“Lo scopo principale di TGO è ottenere un dettagliato inventario dei gas rari che costituiscono meno dell’1% del volume dell’atmosfera, incluso metano, vapore acqueo, diossido di azoto e acetilene”, spiegano dall’ESA. “Di alto interesse è il metano, che sulla Terra è prodotto principalmente per attività biologica e, in misura minore, da processi geologici come reazioni idrotermiche”.

Peraltro, la possibilità di avere a disposizione del metano su Marte (trovandolo o producendolo) è uno degli elementi-cardine del piano del CEO di SpaceX, Elon Musk, per costruire una vasta colonia umana su Marte.

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L’aspetto che però è sicuramente quello di maggior impatto per il pubblico è la possibilità di ottenere immagini ad alta risoluzione della superficie del pianeta, ed è proprio questo ciò che ha fatto il TGO durante i test del Colour and Stereo Surface Imaging System, con 11 immagini acquisite durante un passaggio ravvicinato eseguito il 22 novembre.

Nel momento di maggior approccio, la navicella si trovava a 235 km circa dalla superficie, volando sopra l’Hebes Chasma. una vasta depressione situata poco a nord del sistema di canyon Valles Marineris. Quelle acquisite sono tra le immagini più ravvicinate che la navicella riuscirà ad ottenere durante il suo servizio considerando che, come detto, la sua quota di servizi definitiva sarà intorno ai 400 km.

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